«Torna la vite, torna la vita» Pompei, torna il vino degli antichi romani


Pompei, torna il vino degli antichi romani«Villa dei Misteri» è la bevanda prodotta nelle domus degli scavi. «Torna la vite, torna la vita» è il motto della nuova iniziativa degli scavi di Pompei dove sarà possibile visitare, insieme con gli scavi, i vitigni e le coltivazioni impiantate dal 1996 nelle domus romane.Il rilancio di Pompei passa anche per il biologico: insieme col vino prodotto negli Scavi come duemila anni fa, spazio anche a colture che preservano la biodiversità dell'area archeologica e alla valorizzazione dei prodotti tipici che vi saranno coltivati. Un modello di 'archeo agricoltura sostenibile', con caratteristiche uniche, tra i vigneti della Domus Nave Europa.


"I sapori dell'antica civiltà pompeiana e l'eccellenza agroalimentare campana saranno la chiave di una nuova proposta turistica che unirà il valore del patrimonio artistico-culturale, del paesaggio e delle tradizioni territoriali" L'area archeologica pompeiana si estende, infatti, per 66 ettari: 44 sono scavati e i rimanenti sono gestiti dai contadini secondo regole precise come quelle di non utilizzare mezzi pesanti, effettuare vangature profonde, utilizzare 'presidi fitosanitari aggressivi' a tutela dei resti archeologici. Una biodiversità che si conserva da 250 anni. L'aglianico, lo sciacinoso ed il piedirosso, prima piantati su circa 8000 metri quadrati ripartiti su 5 appezzamenti, a Pompei sono coltivati 'a filare', rispettando le distanze suggerite dai dati di scavo, negli stessi luoghi dove sorgevano i vigneti antichi. Nasceva così il vino 'Villa dei Misteri', mentre l'area dei vigneti raddoppiava e includeva anche l'Orto dei Fuggiaschi, uno dei luoghi più visitati. Nel futuro ogni bottiglia sarà destinata ad un'ambasciata italiana nel mondo, accompagnata da una serie di eventi e promozioni studiate appositamente per ogni destinazione. Intanto alle scuole primarie presenti alla vendemmia è stata illustrata in anteprima la mostra Vinum Nostrum, che narra il lungo cammino della vite e della sua diffusione dalla Grecia a Roma antica, grazie anche alle testimonianze uniche che gli scavi di Pompei conservano.

Cinque in tutto sono le ville in cui gli occhi potranno deliziarsi dei filari immersi tra colonne e affreschi; dalla casa della «Nave Europa» fino al Foro Boario nei pressi dell'Anfiteatro. Grazie ai diversi calchi rinvenuti nel tempo, si è riusciti nel tempo a riprodurre in tutto e per tutto le coltivazioni che fino all'eruzione del 79 d. C. erano diffusissime in tutta l'area vesuviana.

Per l'occasione è stato presentato il vino «Villa dei Misteri», prodotto nei vitigni delle domus pompeiane dall'esperta casa vinicola Mastroberardino. Mille e settecento sono le bottiglie prodotte dai vigneti immersi nelle rovine, cercando per quanto possibile di riprodurre il gusto e il colore della bevanda consacrata al dio Bacco. Ogni bottiglia sarà destinata a un'ambasciata italiana nel mondo per far conoscere come la Campania possa essere «felix». Il vino pompeiano, inoltre, sarà protagonista della mostra «Vinum nostrum» che sarà inaugurata a Firenze nel prossimo giugno.

Loading...